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Cervicobrachialgia Cronica

 

 

Nella cervicobrachialgia cronica è importante arrivare a capire quale sia il problema di cui soffre il paziente.

Quando l’origine del dolore è l’ernia discale cervicale la diagnosi è abbastanza semplice sia per il tipo di sintomi presentati dal paziente che per l’efficacia dei mezzi diagnostici (es. RMN). Da ricordare però che i disturbi connessi all’ernia discale, per quanto intensi, nel giro di 3 – 4 mesi scompaiono.

Quindi, se la sintomatologia dura da più di sei mesi occorre capire bene quale sia la causa del disturbo, ma questo a volte può essere complicato e richiede una accurata visita medica perché quello che dimostrano i vari esami può provocare confusione con delle false positività (es. la RMN può dimostrare che ci sono dei dischi intervertebrali degenerati, ma questo è normale in tutti dopo i 35 anni, oppure la radiografia dimostra che c’è dell’artrosi ma anche questo è un normale processo di invecchiamento che interessa tutti dopo i 45 anni, per finire con l’Elettromiografia che a volte dimostra delle sofferenze neurologiche aspecifiche).

Durante la visita a volte si trova che il problema è nella spalla che quindi dovrà essere valutata e trattata convenientemente, altre volte si trovano dei trigger points (vedi la pagina dedicata) che andranno curati nei modi usuali.

Altre volte ancora si trovano dei piccoli noduli dolorosi a livello dell’uscita cutanea dei nervi sensitivi, questi sono dei neuromi che guariscono rapidamente con l’infiltrazione di soluzione glucosata.

La patologia spesso si cronicizza a causa di una serie di motivi dovuti alla gravità della malattia o ad una errata interpretazione da parte dei curanti. E' importante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

Dr. Giuseppe Ridulfo - Comunicazione all'Ordine dei Medici di Verona n.prot. 1729 del 07.10.2002