Instabilità articolare e Proloterapia: quando il dolore persiste dopo fisioterapia
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INSTABILITÀ ARTICOLARE : Quando il dolore non passa anche dopo fisioterapia e infiltrazioni
Molti pazienti arrivano a visita dopo aver già eseguito fisioterapia, cicli di antinfiammatori, infiltrazioni, talvolta anche esami strumentali ripetuti. Il dolore migliora temporaneamente, poi ritorna. Oppure non cambia in modo significativo.
In questi casi, il problema non è necessariamente solo infiammatorio.
Spesso il quadro sottostante è diverso: instabilità articolare funzionale o legamentosa, una condizione meno evidente ma clinicamente rilevante.
Comprendere questa distinzione è essenziale per impostare un percorso realmente mirato.
Cos’è l’instabilità articolare?
Un’articolazione è stabile quando:
mantiene corretti rapporti tra le superfici ossee
i legamenti garantiscono contenimento
la muscolatura fornisce controllo dinamico
il carico viene distribuito in modo equilibrato
Quando uno o più di questi elementi perde efficienza, l’articolazione può diventare micro-instabile.
Non si tratta necessariamente di una lussazione evidente.Spesso si parla di:
micromovimenti ripetuti
stress cronico dei tessuti
dolore ricorrente senza lesioni macroscopiche
Perché il dolore persiste anche dopo le terapie?
Molte terapie sono orientate a:
ridurre l’infiammazione
diminuire il dolore
rilassare la muscolatura
Se però il problema primario è una insufficienza di stabilizzazione legamentosa o capsulare, il dolore può ripresentarsi.
In questi casi, l’infiammazione può essere una conseguenza dell’instabilità, non la causa primaria.
Questo spiega perché alcuni pazienti riferiscono:
“Funziona per un po’, poi torna tutto.”
Quando la valutazione clinica suggerisce un coinvolgimento della componente legamentosa, in casi selezionati può essere considerato un approccio di medicina infiltrativa orientato alla stimolazione biologica dei tessuti.
Tra le opzioni disponibili rientra la Proloterapia, una tecnica infiltrativa che utilizza soluzioni stimolanti con l’obiettivo di favorire una risposta biologica locale.
È importante chiarire che:
non è indicata in tutti i casi
non sostituisce il lavoro riabilitativo
non è una soluzione automatica
Nel contesto dell’instabilità articolare, la Proloterapia può essere presa in considerazione quando il problema riguarda prevalentemente la tenuta legamentosa e quando il dolore è sostenuto da micro-instabilità persistente.
L’approccio rimane sempre integrato con:
esercizio specifico di rinforzo e controllo neuromuscolare
gestione progressiva del carico
monitoraggio clinico nel tempo
L’obiettivo non è semplicemente “togliere il dolore”, ma lavorare sulla qualità del tessuto e sulla stabilità funzionale.
Il ruolo del fisiatra
La valutazione fisiatrica si concentra su:
analisi biomeccanica
test di stabilità
valutazione del controllo motorio
correlazione tra sintomo e carico articolare
Spesso la risonanza magnetica non evidenzia lesioni significative.Eppure il dolore persiste.
In questi casi, l’attenzione si sposta dalla lesione strutturale alla dinamica funzionale dell’articolazione.
Quando sospettare un’instabilità articolare?
È indicata una valutazione specialistica se:
il dolore è ricorrente nello stesso distretto
le infiltrazioni hanno dato beneficio solo temporaneo
la fisioterapia migliora ma non stabilizza
l’imaging non spiega completamente i sintomi
il dolore aumenta con il carico prolungato
Non tutto il dolore articolare è esclusivamente infiammatorio. In alcuni casi, il problema è una instabilità sottile ma persistente. Individuare la causa biomeccanica consente di impostare un percorso personalizzato che può includere riabilitazione mirata e, in casi selezionati, anche trattamenti infiltrativi come la Proloterapia. L’obiettivo rimane sempre uno: migliorare la funzione e ridurre la recidiva, con un approccio coerente e progressivo.
Può essere considerata nei casi in cui la valutazione clinica evidenzi un coinvolgimento legamentoso e una micro-instabilità persistente.
2. L’instabilità articolare si vede alla risonanza?
Non sempre. Molte instabilità sono funzionali e non evidenti agli esami statici.
3. La fisioterapia basta per risolvere l’instabilità?
In molti casi è fondamentale, ma talvolta può essere necessario integrare il percorso con altri trattamenti.






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