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PATTERN CAPSULARE: DI COSA SI TRATTA?

  • Immagine del redattore: Studio Medico Ridulfo
    Studio Medico Ridulfo
  • 12 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min
 Il pattern capsulare è una combinazione di dolore e/o limitazione, che indica la presenza di un problema all’interno dell’articolazione. Ogni articolazione sotto controllo muscolare, ha un pattern capsulare tipico. Esempio: Pattern capsulare nella spalla è un insieme di  limitazioni dei seguenti movimenti passivi: rotazione laterale > elevazione > rotazione mediale che devono essere contemporaneamente presenti. Pattern capsulare del gomito: la flessione è più limitata dell'estensione.
Esame medico
Pattern capsulare del gomito: la flessione è più limitata dell'estensione.

Quando il medico riscontra un pattern capsulare all'esame obiettivo vuol dire o che c’è una infiammazione acuta di quella articolazione o si tratta di artrosi e questo ha delle implicazioni cliniche molto diverse nel trattamento. L'artrite può essere lieve o grave, quindi la limitazione può essere lieve o considerevole; le proporzioni, tuttavia, rimangono sempre le stesse. Bisogna anche vedere qual è la sensazione di fine corsa (end feel).


Come valutare l’end feel?

La sensazione di fine corsa nei test di movimento passivo ci può fornire un interessante valore diagnostico aggiuntivo. Nei test passivi, ci concentriamo sulla fine del movimento e poi aggiungiamo un leggero sovraccarico di spinta alla fine del movimento. Se il movimento passivo è più duro, pensiamo prima all'osteoartrosi. Se invece troviamo uno spasmo muscolare e lo sentiamo, pensiamo a un'artrite, cioè a una lesione infiammatoria attiva. Da questo emerge che la terapia è molto differente nei due casi.

Vediamo ora i diversi capsular pattern. Bisogna tenere presente che la scoperta dei diversi modelli capsulari è stata principalmente il risultato di tentativi ed errori. Le evoluzioni scientifiche più recenti confermeranno alcuni modelli, mentre altri sono un po’ meno condivisi. 

Mandibola: crescente limitazione dell'apertura della bocca. 

Colonna cervicale: uguale limitazione dell'estensione, flessioni laterali ed entrambe le rotazioni. La flessione è il movimento migliore. 

Spalla: limitazione dell'abduzione, maggiore limitazione della rotazione laterale, minore limitazione della rotazione mediale. 

Gomito: limitazione dell'estensione, maggiore limitazione della flessione. 

Articolazione radio-ulnare inferiore: Dolore in pro- e supinazione passiva, nessuna limitazione. 

Polso: Uguale limitazione di flessione ed estensione. 

Articolazione trapezio-primo metacarpo: Limitazione di abduzione ed estensione, nessuna limitazione di flessione. 

Articolazioni di pollice e dita: Flessione più limitata dell'estensione. 

Colonna toracica: Uguale limitazione di entrambe le rotazioni. 

Colonna lombare: Uguale limitazione di estensione e flessioni laterali. 

Anca: Grossa limitazione di rotazione mediale e abduzione; flessione più limitata dell'estensione. Su questa articolazione c’è una controversia: in caso di artrosi lieve a volte si verifica solo una limitazione di flessione e rotazione mediale. 

Ginocchio. Il dolore avvertito al ginocchio suggerisce per lo più una lesione locale. Eccezionalmente, il dolore è può provenire dall’anca o dalla colonna vertebrale: da una struttura L2/L3 se avvertito nella parte anteriore del ginocchio; comunque il capsular pattern del ginocchio è: Limitazione dell'estensione, maggiore limitazione della flessione. Se il paziente presenta un'artrosi lieve, è possibile che non si riscontri il pattern capsulare, ma solo una lieve limitazione della flessione. 

Caviglia: limitazione della dorsiflessione, maggiore limitazione della plantiflessione. 

Articolazioni medio-tarsali: limitazione della dorsiflessione, plantiflessione, adduzione e rotazione mediale; nessuna limitazione dell'abduzione e della rotazione laterale. Prima articolazione metatarso-falangea: limitazione della plantiflessione con maggiore limitazione della dorsiflessione. 

Articolazioni metatarso-falangee II-V: variabili. Fissazione in estensione con articolazioni interfalangee interfalangee flesse.

 

L’importanza di queste nozioni risiede nel fatto che se si scopre che il paziente soffre di artrite (quindi infiammazione acuta) siamo praticamente obbligati a somministrare del cortisone; mentre se si tratta di artrosi possiamo pensare che sia più opportuno somministrare dell’acido ialuronico.

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Dott. Giuseppe Ridulfo

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